"E’ lo stesso viaggio, che continuo a ripetere e non ha termine. Non ha ritorno."

Io mi chiamo Irene, e sono approdata al progetto StudioPanda grazie al suo prodigo creatore, Alessandro. La mia attività letteraria ha origini che si perdono nella notte dei tempi (con un esordio che con tutta probabilità constava in un romanzo sulle gesta del mio gatto). Da allora ho composto di tutto, dalle fan fictions ai racconti, dalle poesie ai grandi (almeno nelle intenzioni) romanzi, rigorosamente incompiuti.
Attraverso il tempo lo stesso atto dello scrivere, per me, ha mutato molto di significato. Difficile anche adesso esprimere quella che è per me la sostanza della scrittura, i motivi che mi portano a praticarla; comincerei col dire che sento a me connaturata l'esigenza di raccontare. Ho iniziato - e presto - col raccontare storie a bambini più giovani di me. Racconto dunque sono, afferro con le dita tutte le storie che mi gravitano dentro la testa, brandelli di idee solitarie. Queste di rado vedono la luce, ma credo sia abbastanza per definirmi una sorta di story-teller.
Poi, scrivo quando sento la necessità fissare emozioni, sensazioni fuggevoli e irripetibili, insomma nell'eterno tentativo - tipicamente umano - di comunicare l'incomunicabile. Naturalmente provo, la riuscita poi è altra cosa.

Mi diletto anche di disegno; anche questa mia passione è di vecchia data, ma ha conosciuto molti più inciampi dell'altro Impulso Maggiore, la scrittura. In tenera età pare non fossi dotata punto, e alle medie è stato esemplare un Dalì da me faticosamente riprodotto a matita del tutto ignorato dal mio insegnante. Ma continuo a disegnare (gomma e matita i miei arnesi preferiti, da sempre litigo col colore), e soprattutto a illustrare, libri in specie. (Naturalmente provo, la riuscita poi...)

In tutta la mia attività, si addensa molto del mio modo di essere e molto, forse, di quello che realmente sono.