Corvi

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Il tramonto accarezzava il mondo, frenetico, solitario, confuso, cieco. Le sue tinte arancioni schiarivano il cielo, alimentando la sua freschezza eterna, mentre la notte sembrava cosi' lontana, immersa in un sogno che ancora doveva essere vissuto.

L'argine del fiume era alto, le pareti erano ripide. Camminava su di esso, lentamente, osservando il mondo, vivendo l'essenza piu' pura di quell'atmosfera, che lo assorbiva da capo a piedi.
Le sue vesti riflettevano il bianco e il nero, quasi inglobando l'emozione di quei momenti.

Cammino' per molto tempo, mentre il borgo, ammassato e lontano, si faceva sempre piu' piccolo.
I suoi capelli respiravano l'aria del tramonto, nell'immobilita' del mondo. I suoi sguardi, rivolti verso le tinte del cielo, erano stanchi, ma ancora pieni di meraviglia e stupore.
Una folata di vento afoso fece volteggiare la sua chioma, mentre la cravatta nera danzo', quasi facendo parte di quell'effimero tramonto.

Ne aveva visti tanti di soli calati al crepuscolo. Aveva provato molte volte questa sensazione, immaginandosi quasi una musica malinconica, vivace, ritmata, che soffiava nelle sue orecchie.
Riusciva quasi a sentire il suono della chitarra graffiante, della batteria, e si ritrovo' a sognare questo stesso momento.

Mise da parte i pensieri, le preoccupazioni, gli amori, le delusioni. Si rese conto di essere solo, solo, in questo momento, che pareva quasi un sogno.
Afferro' la sua verita', come se fosse diventato davvero un tutt'uno col tramonto. Capi' di stare provando emozioni cosi' forti che nessun altro avrebbe potuto afferrare, modellare, esprimere. Le radici erano profonde, impossibili da sradicare, inutili da mostrare agli altri.
Si chiese, come d'istinto, se le altre persone potessero capire questo. Si ritrovo' a pensare se la persona che amava avrebbe potuto, un giorno, afferrare la grandezza di questi momenti.
Mentre la musica diventava forte, potente, e il filo malinconico che legava queste note a lui diventava sempre piu' teso, uno stormo di corvi volo' lontano, gracchiando, e le tinte del cielo divennero sempre piu' forti, fondendosi in una cromatica emozione dipinta di rosso ed arancio.

Si mise la mano sulla fronte, e un'altra folata di vento gli mosse leggermente i capelli. Sorrise, quasi tristemente, e continuo' a camminare sull'argine, solitario, immerso in un effimero tramonto come tanti, con la sensazione che nemmeno i corvi avrebbero potuto carpire l'anima dell'effimero calar del giorno.